Il progetto si propone di studiare i modi in cui il lavoro nelle piccole imprese (PI, quelle sotto i 50 addetti) viene regolato e gestito in Italia e in altri paesi europei, per discuterne le implicazioni in termini di competitività economica e sostenibilità sociale.

Il lavoro nelle Piccole Imprese

Il tema è indubbiamente centrale: sia, in termini quantitativi, per il notevole peso del settore delle imprese minori in Europa (dove le piccole e medie imprese - PMI - pesano per oltre il 99% delle imprese e i due terzi degli occupati, con una particolare accentuazione della piccola dimensione in paesi come l'Italia); sia, su un terreno più qualitativo, per l'importante ruolo svolto dalle imprese minori nelle diverse tappe dello sviluppo e del riaggiustamento industriale degli ultimi decenni e che ci si attende continuino a svolgere. Non solo nelle linee programmatiche di Europe 2020 (EU2020), e nelle priorità di Horizon 2020, si prevede di prestare particolare attenzione alle misure per favorire l'innovazione e lo sviluppo delle PMI; ma anche le parti sociali a livello europeo nel 2009 hanno avviato un programma congiunto, denominato 'Cooperation between SMEs and trade unions in Europe on common economic and social concerns', per cercare i modi più adatti per promuovere in un periodo di crisi lo sviluppo economico e sociale delle PMI. In questa prospettiva, ragionare sui modi in cui il lavoro viene qui regolato (ossia acquisito, utilizzato, remunerato, tutelato) e sulle implicazioni economiche e sociali che ne derivano equivale a ragionare da una particolare angolatura sulle caratteristiche dello sviluppo, sui suoi effetti, sulle possibili dinamiche future. Ciò vale in generale per l'Europa e ancor più per un'economia di PI come quella italiana.

Il dibattito in Italia 

Dopo la stagione degli studi sui distretti, in Italia il tema ha tuttavia ricevuto un'attenzione molto scarsa. Nel discorso pubblico e nelle analisi scientifiche ha continuato a predominare il problema del lavoro nelle imprese maggiori. Del lavoro nelle PI si è parlato per lo più in relazione all'insufficiente protezione sociale, o alle questioni dei contratti atipici o del sommerso. È mancata quasi del tutto una riflessione sulle caratteristiche che potrebbe/dovrebbe avere una buona regolazione del lavoro in questa parte dell'economia, al di là degli stereotipi in cui se ne propongono visioni astrattamente edulcorate o pesantemente negative. Con la ricerca si intende colmare un vero e proprio vuoto conoscitivo.

L'articolazione della ricerca

La ricerca si articola in quattro fasi (una dedicata all'impostazione dello studio, due di ricerca sul campo, una finale di interpretazione e discussione dei risultati) e in un'attività parallela di approfondimento in alcuni paesi europei (Regno Unito, Danimarca, Spagna, Slovenia) svolta in partnership con importanti istituti di ricerca stranieri.

Le due fasi di ricerca empirica si articolano in un’indagine con questionario a un campione rappresentativo di imprese nelle quattro regioni interessate dal progetto (Lombardia, Toscana, Abruzzo e Calabria) e in studi di caso aziendali.

I soggetti coinvolti

Nel progetto si vuol dare molta attenzione alla cooperazione tra le unità di ricerca e tutti i soggetti coinvolti. 
Verranno per questo costituiti:

  • un Comitato Scientifico con la partecipazione dei responsabili scientifici degli istituti partner;
  • quattro Comitati Locali di Referenti, coordinati in un organismo di raccordo, costituiti da esponenti delle PI e rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali nelle regioni studiate.

Attraverso lo scambio e la discussione entro il Comitato Scientifico e con i membri dei comitati dei referenti, che parteciperanno alle parti pubbliche dei seminari che saranno periodicamente organizzati, si punta a impostare la ricerca nel modo più adeguato e aumentarne l'impatto anche tra gli operatori interessati, favorendo la cooperazione tra università e attori privati e pubblici.

I risultati delle varie fasi dell'analisi verranno resi disponibili sul questo sito web.

Cosa ci aspettiamo

Con la ricerca ci si attende di contribuire in modo significativo all'avanzamento dello stato dell'arte sul terreno della regolazione del lavoro nelle economie avanzate, con ricadute rilevanti sulle teorie delle relazioni industriali, della gestione delle risorse umane, della governance locale. E di poter fornire alle istituzioni e alle parti sociali indicazioni utili per l'elaborazione delle strategie e delle politiche in materia di lavoro, in linea anche con le raccomandazioni di Europa 2020 e le priorità 2 e 3 di Horizon 2020.

 A che punto siamo

Attualmente è stata svolta la prima fase. Il questionario che si è utilizzato ha esplorato diverse aree tematiche, fra cui:

  • le caratteristiche strutturali delle imprese
  • il mercato in cui l'impresa opera
  • i legami fra imprese
  • la gestione delle risorse umane
  • le condizioni di lavoro
  • la presenza dentro e fuori le imprese di istituzioni regolative rilevanti (sindacati, associazioni degli imprenditori o altre associazioni di categoria, enti bilaterali, forme di autorganizzazione, ecc.)

Questi temi verranno poi approfonditi attraverso studi di caso aziendali, che permetteranno di evidenziare le dinamiche interne alle imprese e i meccanismi di funzionamento e di relazione fra le diverse aree tematiche.